Una delle leggende più conosciute forse è quella proveniente dal Monastero Chehodet nello
Yemen. Uno dei monaci che vivevano in questa struttura, avendo saputo da un pastore di
nome Kaldi che le sue capre ed i suoi cammelli si mantenevano "vivaci" anche di notte se
mangiavano certe bacche, preparò con quest'ultime una bevanda nell'intento di restare
sveglio per poter pregare più a lungo. |
Meno nota la leggenda su Maometto: si narra che un giorno in cui il Profeta si sentiva
malissimo l'Arcangelo Gabriele gli venne in soccorso, portandogli una pozione inviatagli
direttamente da Allah. La bevanda era scura come la Sacra Pietra Nera della Mecca,
comunemente chiamata "qawa". Maometto la bevve, si rianimo' di colpo e riparti' per grandi
imprese. |
Il frate maronita Antonio Fausto Nairone, docente di teologia alla Sorbona nel 1700, narrò ai
suoi allievi, che in Arabia un pastore di nome Kaddi, portando al pascolo le sue capre, notò
sbigottito che esse, dopo aver mangiato le bacche di una pianta spontanea, mostravano
segni di eccitamento. |
Un monaco arabo, lo sceicco Ali ben Omar, che rimase solo durante un viaggio verso Moka,
città nella quale accompagnava il suo maestro Schadeli, morto durante l'itinerario. |
Un' ultima leggenda racconta che un immenso incendio si propagò in un vastissimo territorio
dell'Abissinia, coperto da piante spontanee di caffè facendo diffondere a decine di chilometri
di distanza l'aroma di quella che fu considerata una gigantesca torrefazione naturale. |




